Silenzio
Pensieri, progetti, idee.
Libri, approfondimenti, nuovi spunti …eppure in questo mese ho desiderato solo il silenzio.
Negli ultimi tempi scrivere di diritti é diventato estremamente complesso per una ragione molto semplice: si difende qualcosa che viene quotidianamente calpestato.
Nulla di nuovo? Purtroppo no.
Pillola di diritto
La parola diritto ha un duplice significato.
Il diritto soggettivo é il potere di agire di un soggetto a tutela di un proprio interesse riconosciuto dall’ordinamento giuridico. Si pensi al diritto di associazione, di voto o di proprietà: diritti il cui esercizio viene garantito da una norma giuridica e cioè dal diritto oggettivo. Quest’ultimo é l’insieme delle norme che regolano la vita di una società. Diritto penale, civile, internazionale sono esempi in cui la parola “diritto” viene utilizzata in senso oggettivo.
Conoscere questa distinzione è importante per capire la gravità di quanto sta accadendo.
Siamo tutti anestetizzati?
Da sempre l’uomo calpesta gli altrui diritti (soggettivi); tuttavia Gaza può vantare un triste primato: gli orrori che si consumano in questa terra- che ricordano quelli vissuti proprio dagli ebrei ai tempi dell’Olocausto- lasciano indifferente buona parte del mondo.
Siamo forse tutti anestetizzati?
In preda a una sorta di anestesia etico-morale, abbiamo normalizzato tragedie che dovrebbero farci inorridire e reagire.
E così scrolliamo asetticamente i nostri dispositivi con la stessa freddezza di un medico legale in procinto di fare un’autopsia. Per lui quel cadavere é solo lavoro, per noi immagini di cui prendiamo atto per poi voltare pagina. Proprio noi, genitori iper protettivi dediti all’acquisto compulsivo di un tampone al primo colpo di tosse figliare. L’importante é che il nostro bel tamponcino sia negativo così i bimbi potranno frequentare la scuola e la routine famigliare non subirà brusche virate.
Che ne resta del termine “umanità”?
Per alcuni i macabri resoconti visivi che circolano in rete sono il prodotto dell’intelligenza artificiale: sparisce il confine tra realtà e finzione, svanisce la nostra attitudine alla compresione (“comprendere”, da cum “insieme” e prehendere “prendere”). Incapaci di capire la complessità, ci focalizziamo su singoli episodi dimenticando che ognuno di essi nasconde vite annientate e famiglie frantumate in mille pezzi, appunto.
Calpestare il Diritto oggettivo
La totale inadeguatezza della risposta del mondo occidentale e arabo di fronte alla crisi medio orientale si accompagna a un secondo aspetto relativamente nuovo e cioè il completo disconoscimento del diritto internazionale (diritto oggettivo).
In tempi recenti Putin ha dimostrato palesemente il suo disinteresse verso le norme del diritto internazionale invadendo l’Ucraina e provocando, a giusta ragione, lo sdegno della comunità internazionale.
Non ha fatto forse lo stesso il premier israeliano Netanyahu attaccando l’Iran? Nessuno ha battuto ciglio. Si dice che lui stia facendo il lavoro sporco per conto dell’Occidente. Sarà.
Ma le guerre hanno le loro regole e dovrebbe esistere un codice etico anche in epoca di conflitti.
Quando il personale medico impegnato a Gaza mostra l’immagine di una tac cerebrale di un bambino nel cui encefalo è stato rinvenuto un proiettile e quando quegli stessi medici dichiarano che sono troppe le giovani vittime uccise con questa modalità, dunque non può trattarsi di un errore….non dovremmo scandalizzarci all’idea di un soldato israeliano che punta volontariamente la propria arma alla testa di un bambino di 6 anni?
In quale guerra si decreta la morte di migliaia di persone bloccando l’arrivo degli aiuti umanitari?
Quale conflitto armato può legittimare centinaia di morti civili durante la distribuzione dei viveri ad opera della Gaza Humanitarian Foundation Risale a qualche giorno fa l’ennesima strage compiuta dalle Forze di Difesa israeliane nei pressi dei centri di distribuzione degli aiuti umanitari: decine di palestinesi uccisi mentre attendevano il cibo. Le cosiddette “stragi della farina”: i soldati israeliani sparano deliberatamente sulla folla in fila per il puro gusto di uccidere….
Dove è finita la distinzione tra civili e militari?
Che ne sanno i bambini della morte? Eppure chi li assiste afferma che sono tanti ad esprimere il desidero di morire. Come se il dolore li avesse resi precocemente adulti.
La violazione dei diritti fondamentali dell’uomo e la totale inosservanza del diritto internazionale non rappresentano un fatto politico. Tali fenomeni dovrebbero suscitare lo sdegno di qualsiasi essere umano a prescindere da convinzioni e orientamento politico.
É una questione di “pietà”: partecipare alla sofferenza altrui.
Comprendere la gravità di ciò che, purtroppo, non sembra impressionare i nostri occhi é la condizione indispensabile per esercitare la compassione. Compatire significa entrare in relazione con l’altro e indignarsi per le ingiustizie che sta subendo.
Perché la morte di un bambino è la cruda, fredda, inspiegabile morte di un bambino.
É vuoto.
É assenza di colore.
Smettiamo di volergliene assegnare uno a tutti i costi: non c’è rosso e nemmeno nero, solo morte di innocenti.
Ti abbraccio








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Bravissima…❤️