Lavoro e Diritti

Il sistema dei congedi in Italia: parità genitoriale ancora lontana

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Oggi ti descriverò le principali novità in tema di tutela della genitorialità. 

Non ti parlerò del congedo di maternità per un semplice motivo: siamo abituati a pensare che sia la madre ad occuparsi dei figli; dunque è normale riconoscerle tempo per poterli accudire.

E’ indubbio che il neonato necessiti della sua mamma, tuttavia i poveri papà spesso vengono relegati a ruoli subalterni malgrado la loro volontà.

Ecco dunque i più importanti cambiamenti legislativi che coinvolgono anche i padri.

Se tu fossi interessata ad avere ulteriori informazioni, ti invito a compilare la sezione “scrivimi”, sarò felice di esserti di aiuto. Troverai inoltre alcuni link di approfondimento al termine del blog.

CONGEDO DI PATERNITA’

Reso obbligatorio dalla Legge Fornero del 2017 (ma all’epoca erano solo 2 giorni), oggi il D. Lgs 105/2022 riconosce ai padri il diritto di astenersi dal lavoro per 10 giorni (20 in caso di parti plurimi) a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del quinto mese di vita del neonato, anche in caso di morte perinatale. 

Si applica a tutti i lavoratori dipendenti pubblici o privati (compresi i domestici e i lavoratori agricoli a tempo determinato) ed è fruibile in modo continuativo o frazionato, dando un preavviso scritto al datore di 5 giorni. Il lavoratore ha diritto a vedersi corrisposto il 100% della retribuzione.

CONGEDO PARENTALE

Periodo di astensione facoltativa dal lavoro per consentire ai genitori di occuparsi del figlio e soddisfare i suoi bisogni relazionali entro i primi 12 anni di vita del bambino.

A chi spetta

Ciascun genitore ha diritto a 3 mesi non trasferibili.

Ciascun genitore ha diritto a 3 mesi utilizzabili alternativamente dall’uno o dall’altro (trasferibili).

Lavoratori dipendenti pubblici e privati in costanza del rapporto di lavoro.

Anche per genitori adottivi o affidatari entro i primi 12 anni dall’ingresso del minore nella famiglia, indipendentemente dall’età del bambino all’atto dell’adozione o affidamento e non oltre il compimento della sua maggiore età.

Durata massima

10 mesi: periodo complessivo di congedo da ripartire tra i due genitori, elevabile a 11 mesi (se il padre si astiene per un periodo intero o frazionato non inferiore a 3 mesi o in presenza di un genitore solo).

Mesi indennizzati

  1. Un mese all’80% (purché il periodo di congedo di maternità o paternità termini dopo il 31.12.2022);
  2. Un mese all’80% (purché il periodo di congedo di maternità o paternità termini dopo il 31.12 2023)*;
  3. Sette mesi al 30% fino ai 12 anni del figlio.

*Novità introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 che porta a due il numero di mesi indennizzabili all’80%.

In sintesi nel 2024 una coppia può beneficiare di 10 mesi di congedo parentale retribuiti:

  • 2 mesi all’80%
  • 8 mesi al 30%

Ho cercato di semplificare e ora ti chiedo: ritieni che la nostra legge consenta quella “condivisione dei carichi” che la Raccomandazione 92/241/CEE ha evidenziato come premessa indispensabile per l’esercizio del diritto alla cura di ENTRAMBI i genitori?

Pensiamo davvero che questi congedi tutelino l’uomo nel suo importantissimo ruolo di padre? Da giurista e da mamma ho molte perplessità al riguardo.

Non si tratta di negare la centralità della figura materna, soprattutto nei primi anni di vita del bambino. E nemmeno sostenere l’uguaglianza tra uomo e donna perché siamo profondamente diversi e il nascere genitori accentua le nostre differenze (chi partorisce, chi allatta…?).

E’ una questione di parità di genere in famiglia che troverà adeguata risposta solo superando il pregiudizio in base al quale i figli abbiano scarsamente bisogno dei padri nella fase iniziale della loro vita.

Anche la scienza conferma la necessità di riconoscere ai papà più occasioni di essere tali in concreto, non solo all’anagrafe. Mentre nelle donne, infatti, i cambiamenti ormonali della gravidanza aiutano corpo e mente ad adattarsi alle nuove necessità, per i padri sono esperienza e vita vissuta a plasmare il cervello rendendolo capace di affrontare nuove sfide.

In altre parole, lo sviluppo dell’attitudine paterna non è per tutti immediato ma richiede tempo, esercizio e pratica.

Cosa fare dunque? Occorre agire su tre fronti:

  1. Intervenire sulla durata del congedo di paternità (10 gg per sperimentare il proprio ruolo di padre con tempo di qualità per sé e il neonato?);
  2. Migliorare l’aspetto retributivo nel congedo parentale (riconoscere il 30%  per 8 mesi fa sì che molte persone rinuncino a tale diritto per ragioni di carattere economico);
  3. Escludere la trasferibilità del periodo di congedo parentale, per evitare che i padri lo cedano alle mogli, pena il rischio che si perpetui la disparità tra i genitori.

Vediamo insieme alcune delle ricadute positive di un modello di genitorialità condivisa:

  • il rientro nel mercato del lavoro da parte della donna diventerebbe meno complicato e sarebbe possibile anticiparlo (meno gender gap);
  • esigenze professionali e famigliari di entrambi i genitori verrebbero ad essere gestite in modo più equilibrato;
  • empowerment femminile;
  • incremento del tasso di natalità: spesso non si fanno figli proprio perché la donna teme ripercussioni negative nella sfera lavorativa o per considerazioni di carattere economico;
  • più tempo per coltivare il rapporto padre-figlio sin dalla tenera età (in media i padri italiani dedicano 38 minuti al giorno ai figli, imbarazzante il confronto con le ore trascorse in compagnia delle mamme).

Spero di essere riuscita a darti almeno un’idea della delicatezza e importanza di questa tematica.

Come promesso, ti lascio alcuni link di approfondimento.

Per renderti conto della necessità di riformare la disciplina dei congedi:

https://alleyoop.ilsole24ore.com/tag/congedo-parentali/?refresh_ce=1

Per una conferma di come serva tempo ed esperienza agli uomini per entrare nel loro ruolo di padri:

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0306987717305133

Per una bellissima testimonianza di un padre che ha usufruito del congedo:

https://niudad.ch/it/undici-riflessioni-sul-mio-congedo-parentale/

Per concludere con la speranza. Perché Barilla non sia una goccia nel mare:

https://www.ilsole24ore.com/art/barilla-congedo-mamma-e-papa-ogni-genere-sale-12-settimane-retribuite-100percento-AFMgNMBB

Ti abbraccio.

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4 Commenti. Nuovo commento

  • Valentina Trovato
    24 Febbraio 2024 21:13

    I padri che fanno di professione gli Avvocati NON hanno diritto ( se non in alcuni casi , come nel caso in cui la madre dei suoi figli muoia, o in altre rare situazioni ) ai congedi e/o ad alte indennità’ di maternità’. La Cassa Forense e , quel che è’ peggio, anche le Corti nazionali ed europee, giustificano il MANCATO riconoscimento sul banalissimo presupposto che e’ la madre che partorisce e che allatta e che deve riprendersi dal parto, quindi “chi se ne frega dei diritti del papà “ ( questo in altri termini ovviamente …). Occorre rivedere tutti i principi e più profondamente l etica e il concetto di parità , che viene usato spesso a sproposito , ma soprattutto non e’ ritenuto più sensato allorché occorra stanziare fondi a sostegno della paternità e del diritto dei padri di essere presenti per molte più ore per la madre dei loro figli , per AIUTARLA di più e in concreto e soprattutto per i propri figli! Perdona il tono polemico. Ps: la drammatica verità e’ che certi principi non cambieranno mai fino a che non si risaneranno le finanze dello Stato da un lato , e fino a che nella classe dirigente del paese le donne resteranno una drammatica minoranza.

    Rispondi
    • Applauso per te Vale. Non si tratta solo dei diritti delle madri. È la stessa visione di genitorialità che andrebbe rivista, per i padri e per le madri, anche se per motivi diversi.
      Ingiusto ciò che accade in termini di mancato riconoscimento del congedo di paternità, altrettanto ingiusto che i padri debbano accontentarsi di “spizzichi e bocconi” dei loro figli.
      Ti abbraccio, grazie 🙏🏻

      Rispondi
  • Mariangela Ferla
    18 Aprile 2024 16:43

    Concordo con Vale…. è arrivato il momento che i ruoli si invertano….più poteri alle donne

    Rispondi

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