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L’oro blu: il rispetto va ben oltre il risparmio 

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“One day in the forest, a fire broke out.
All the animals ran for their lives.
They stood at the edge of the blaze, looking at the flames in terror and sadness.
Up above their heads, a hummingbird was flying back and forth to the fire, over and over again.
The bigger animals asked the hummingbird what she was doing.
“I am flying to the lake to get water to help put out the fire.”
The animals laughed at her and said, “You can’t put out this fire!”
The hummingbird replied, “I’m doing what I can.”

É la storia del colibrì nella quale mi sono imbattuta sul sito delle Nazioni Unite di cui ti riporto il link. Un uccellino, deriso dai grandi animali, perché tenta di fare ciò che può nel suo piccolo, anche solo portare qualche goccia d’acqua per spegnere un incendio.

https://www.un.org/en/observances/water-day/resources

Oggi é il World Water Day, ricorrenza istituita dall’Onu per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito all’importanza del cosiddetto “oro blu” e alla necessità di adottare uno stile di vita che ne riduca gli sprechi.

Secondo le stime delle Nazioni Unite 2,2 miliardi di persone non hanno ancora accesso a fonti sicure di acqua potabile, il che rende improbabile il raggiungimento dell’obiettivo 6 dell’Agenda 2030 (garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie).

Non deve stupire, dunque, che il tema scelto quest’anno sia “Water for peace”. Quale risorsa dal valore inestimabile, i conflitti per l’acqua sono destinati ad aumentare se non si verificherà in tempi celeri una decisiva inversione di tendenza.

Di fronte a questa preoccupante fotografia della realtà i genitori hanno la responsabilità di fare qualcosa. É impensabile, infatti, attendere che i figli crescano per spiegare loro l’importanza dell’acqua.

Non é un faccenda di mero risparmio economico; c’é una R, di gran lunga più significativa, che è quella di Rispetto: per l’ambiente e per chi non ha la fortuna di aprire e chiudere a piacimento un rubinetto.

E il rispetto non si apprende trasmettendo sterili contenuti ma coinvolgendo i bambini, sin dall’infanzia, nell’applicazione di regole che favoriscano una gestione consapevole delle risorse idriche.

Occorre intraprendere un percorso che accomuni adulti e piccini per acquisire corrette abitudini di vita.

Cosa possiamo fare nel nostro piccolo?  (Piccolo, indubbiamente, ma significativo contributo proprio come quello del colibrì). Adottare semplici regole di condotta.

Chiudere il rubinetto quando si lavano faccia e denti e controllare che non ci sia la classica gocciolina finale (noi lo facciamo sotto forma di gioco).

Dare una seconda vita all’acqua, ad esempio usando quella adoperata in cucina per annaffiare le piante.

Prendersi cura della propria piantina. Sole e Fiore hanno piantato bombe di semi ciascuna nel suo vasetto. Di sera, con papà, le annaffiano. Un gesto semplice che aiuta a capire il profondo legame tra vita e acqua e insegna a moderarne l’utilizzo.

Adoperare carta riciclata o sfruttare entrambi i lati del foglio, spiegando ai nostri figli che la produzione di carta é tra i settori produttivi maggiormente idroesigenti.

Stesso discorso per il consumo di carne, da limitare, posto che l’impronta idrica della carne é molto elevata (serve molta acqua per allevare gli animali destinati al macello).

Infine leggere libri a tema.

Ve ne segnalo due che trovo molto carini.

Chiudiamo il rubinetto! Per risparmiare l’acqua, Kite edizioni

Acqua bell’acqua. 10 storie sul bene più prezioso, Emi Bologna

 

Che dire, ciascuno di noi può essere un colibrì.

Ti abbraccio

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