Oggi vorrei raccontarti un’esperienza personale.
Anno 2019. Sole aveva un anno e, ormai da tempo, era solita svegliarsi anche dieci volte a notte.
Piangeva disperatamente così la tiravo fuori dal lettino e la coccolavo; a quel punto smetteva e dormiva. Più delicata di un felino appoggiavo la mia bimba nel suo letto e tornavo in camera. Ma, dopo una decina di minuti, si ripeteva lo stesso copione.
Mi rivolsi al mio pediatra che mi diede un consiglio per me incomprensibile: “signora la lasci nel suo lettino e vada da lei, le parli, la rassicuri della sua presenza ma non la prenda in braccio, salvo si accorga che la bimba non sta bene”.
Inizialmente non accettai, io che non strapazzo di coccole il mio Sole?
Poi le scappatelle notturne in camera di Sole aumentarono, ne ho contate parecchie notti una ventina.
Ero incinta di Fiore e mi era stato raccomandato riposo assoluto. Capii che non avrei potuto reggere ancora per molto così, a malincuore, decisi di ascoltare il pediatra.
In quattro sere – e non volevo crederci nonostante me lo avesse anticipato – Mariasole smise di piangere. Ricordo quelle notti come un difficilissimo braccio di ferro tra me e mia figlia, ma fu il regalo più bello che potessi fare ad entrambe: la serenità di notti riposanti.
Tempo dopo mi capitò di raccontare questa vicenda al corso pre-parto a cui stavo partecipando per la mia seconda gravidanza.
Ecco le reazioni che suscitai: battutine taglienti, obiezioni sull’averla abbandonata a se stessa (ho trascorso notti intere accanto a lei), sguardi di disapprovazione, con il solo obiettivo di farmi sentire sbagliata per ciò che avevo fatto a mia figlia.
Questa fu l’opera di annientamento del mio già delicato equilibrio operata, magari anche senza cattiveria, da altre MAMME.
Loro non l’hanno mai saputo ma piansi, non potete nemmeno immaginare quanto. Complici gli ormoni e il malessere della seconda gravidanza, quelle parole e sguardi di biasimo mi stroncarono al punto di interrompere la frequentazione del corso.
Fine della storia.
No, non è finita così.
Perché, a seguire, mi montò una tale rabbia, che mi spinse a capire le ragioni di un simile atteggiamento giudicativo. Come spesso mi capita, approfondire è il miglior rimedio che io conosca per affrontare ciò che non comprendo. E così, conobbi un mondo a me sconosciuto.
Quella brutta cosa lì, quell’orrendo modo di fare di mamme tra mamme, altro non era che MOM SHAMING, una sorta di bullismo tra madri che consiste nel criticare, in modo distruttivo, le altrui strategie educative.
Esempi?
“Ma come? Sei rientrata al lavoro con il bimbo così piccolo? Chissà che trauma per lui!”
“Non allatti perché hai preso la pastiglia? Che cosa contronatura!”
“Sei uscita con le amiche? Ma come fai a staccare sapendo che tuo figlio è a casa e vorrebbe la sua mamma?”
“Non esci mai? Sbagli, sei una madre totalizzante che soffocherà i suoi figli”.
Il campionario di obiezioni senza senso è illimitato, come la stupidità umana del resto.
Non sempre si può essere in sintonia con gli altri e capisco che la mia scelta possa essere non condivisa, ma l’acredine e la volontà di farci sentire cattive madri non possono trovare giustificazione alcuna.
Vuoi sapere cosa mi ha aiutata a superare quel momento di crisi?
Una semplice domanda che mi sono posta: “chi stabilisce cosa sia giusto e sbagliato per le mie figlie?” Fatico a capirlo io, giorno dopo giorno, nonostante le conosca, le osservi, mi annoti nella mente e nel cuore i loro progressi e cambiamenti. E volete farmi credere che voi, senza avere mai visto il mio Sole e il mio Fiore, avete la ricetta perfetta per noi?
Ecco, dunque, un duplice appello che rivolgo alla Mamma acida e alla mia Personamamma.
Alla prima dico: “siamo tutte sulla stessa barca, più supporto e meno giudizi”.
Alla seconda invece suggerisco di porsi sempre la domanda che mi ha aiutata a ritrovare la strada: “chi, più di me, conosce le mie creature?”
Quindi non farti abbattere dalle opinioni degli altri; spesso le persone conoscono il significato delle loro parole ma ne sottovalutano il valore.
E ricorda: chi ha tenuto in pancia il tuo bambino sei tu, non le altre mamme che sapranno di certo cosa sia meglio per i LORO figli.
Ti abbraccio.
Ah no….dimenticavo:
“Sii cauto nell’accettare consigli. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio, per questa volta”
The Big Kauna (Danny DeVito)








9 Commenti. Nuovo commento
Sei proprio una grande scrittrice (mamma ❤️)
Grazie 💖
Sei proprio una grande scrittrice (mamma ❤️)
Chiedo scusa se posso sembrare giudicante anch’io ma….. mi verrebbe da dire alle scienziate maestre di vita (degli altri) che i risultati della costante bambagia anti traumi per le creature si vedono….. purtroppo…..
Grandissimo il tuo pediatra, grandissima tu e complimenti per il tuo garbo sempre. Io probabilmente le avrei incendiate. Sei un grande esempio ❤️
Il problema non è pensarla diversamente, ma credere sempre di poter imporre agli altri il proprio modo di pensare.
Rispondo con garbo perché questo è ciò che vorrei che facessero le mie figlie.
Ti abbraccio Antuz, grazie per il tuo pensiero
Brava Franci!
Ci vorrebbe una rivoluzione della gentilezza 💕
13 novembre giornata della gentilezza, da estendere a tutto l’anno secondo me.
“Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso”. Scritto da una giornalista americana su una tovaglietta di carta in un fast food.
Basta poco.
Ti abbraccio Franci ❤️
Buongiorno Francesca, pur non essendo mamma condivido pienamente il tuo pensiero…❤️
Buongiorno Renata, grazie delle tue parole ❤️