FigliLavoro e Diritti

Interesse del minore. Un caso scandaloso.

408 visite
Nessun commento

Condividi questo post

Un nome, mille nomi

Luca non si chiama Luca, é un nome di fantasia. Un nome, mille nomi.

Siamo nel 2020, Luca ha 1 mese e viene affidato ad una famiglia lombarda per il cosiddetto “periodo ponte”.

Pillola di diritto

L’affidamento ponte coinvolge minori dagli 0 ai 3 anni dichiarati in stato di abbandono dal Tribunale per i Minorenni o allontanati dalla propria famiglia su indicazione dell’Autorità giudiziaria.
Si tratta di un caso particolare di affido urgente che consente di fornire al neonato un buon attaccamento (si veda J. Bowlby) in attesa che le autorità competenti decidano la sua collocazione futura.
Per sua natura l’affido ponte deve essere di breve durata: 6 mesi, massimo 12, in seguito il piccolo verrà accompagnato con gradualità nella famiglia adottiva.
L’istituto tutela indiscutibilmente il superiore interesse del minore, in linea con la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Torniamo a Luca

Siamo nel 2025, Luca ha 4 anni ed è cresciuto con i genitori affidatari e i suoi fratelli.

A gennaio il Tribunale per i minorenni di Milano decreta la sua adozione e inserimento in una nuova famiglia adottiva, ignorando la richiesta di idoneità all’adozione presentata dai genitori affidatari.
E così, il 5 marzo Luca cambia vita: famiglia, casa, amici, scuola. Tutto nuovo, un nuovo…incubo.

A nulla é servito il ricorso d’urgenza della famiglia affidataria; l’affidamento, come ha correttamente sottolineato la Presidente del Tribunale di Milano Maria Carla Gatto, é una misura temporanea.

E allora penso….

Sono una mamma; naturale, affidataria, adottiva…  poco cambia quando cresci con amore una creatura. Il 5 marzo del 2024 mia figlia Fiore aveva esattamente 4 anni.
Provo a immaginare, e non mi vergogno a dire che il mio viso é vestito di lacrime, cosa le sarebbe accaduto se degli sconosciuti avessero bussato alla nostra porta, l’avessero prelevata contro la sua volontà per portarla da altri estranei.

Lei, che tutte le mattine mi implora di svegliarla per il bacio del buongiorno prima che io vada al lavoro.

Lei, che si illumina di gioia quando vede che mamma la sta aspettando all’uscita della scuola materna e dal vetro della porta mi regala il suo magnifico sorriso.

Penso solo a lei, non a me, perché sono anche una giurista e ho ben presente il significato della preminenza dell’interesse del minore.
Non mi soffermo, dunque, sul cuore distrutto di due genitori che é paradossale definire affidatari, nell’ottica del progetto ponte, dopo 4 anni.

Parlo di Luca che potrebbe chiamarsi Fiore.

Un nome, mille nomi.

Dove sta l’interesse del minore?

Cosa accade al superiore interesse del minore se un fascicolo rimane chiuso in un cassetto del Tribunale dei minori per anni?

Può una dimenticanza, o forse la lentezza del sistema giudiziario italiano, regalare a un bambino un contesto famigliare solido ed amorevole per poi strapparlo improvvisamente dalla sua vita?

Ogni legge e provvedimento di qualsiasi autorità deve avere una considerazione preminente dell’interesse del bambino: come si può motivare giuridicamente, logicamente e UMANAMENTE una simile decisione?

Dove sta il progetto ponte?

Sradicare un bambino dalla sua famiglia dopo 4 lunghi anni, commentano gli esperti di età evolutiva, genera un trauma abbandonico. Il tutto aggravato dalla mancanza di qualsiasi confronto tra la vecchia e la nuova famiglia. Il senso dell’affido ponte é consentire ai genitori affidatari di trasferire agli adottivi le conoscenze acquisite durante il periodo dell’affido per rendere più dolce e graduale il passaggio da due nuclei famigliari. Dopo un anno, al massimo. Non dopo 4.
Quale è stato il ponte per Luca?

Unione, comprensione, dialogo, collegamento, facilità di comunicazione….  Nulla di tutto ciò è accaduto nella vicenda in esame che definirei, piuttosto, un prelevamento forzoso.

Luca è stato trattato al pari di un mobile oggetto di trasloco 

Lo dicono in tanti, lo sostiene anche l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.

E ciascuno di noi può fare la differenza affinché la vergognosa decisione del Tribunale di Milano possa essere oggetto di revisione.

Ti lascio il link per firmare la petizione promossa da change.org

https://www.change.org/p/salviamo-luca-chiediamo-la-continuita-affettiva

Credo nella legge e nelle istituzioni, non avrei studiato giurisprudenza e non avrei fatto dell’insegnamento del diritto una delle mie più grandi passioni.

Ma di fronte a casi simili, come trasmettere il rispetto delle regole quando le stesse si trasformano in armi che distruggono la vita  di un bambino di 4 anni?

Un genitore capirà forse più di chi non lo è. Ma chiunque abbia un’anima è tenuto a firmare la petizione.

Il mio abbraccio a quei cuori spezzati.

Altri articoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Persona Mamma
Francesca Garatti
Instagram
Email
Potrebbero interessarti anche: