Perché parlare di norme abrogate?
Perché quelle norme sono lo specchio di una società ispirata dalla visione della donna oggetto.
E non risalgono a secoli fa.
Sto parlando degli articoli 544 e 587 del codice penale che prevedevano rispettivamente il matrimonio riparatore e i delitti d’onore. Sono stati abrogati dalla legge 442 del 5 agosto del 1981.
Solo 43 anni fa.
Fondamentale sottolineare la dimensione temporale soprattutto per le giovani generazioni che spesso faticano a dare la giusta collocazione storica a vicende significative.
Un esempio? “Le donne esercitano il diritto di voto da più di duecento anni”. Questo é il pensiero di molte mie ex studentesse.
Ignoranza da colmare indubbiamente, ma è compito di noi educatori trovare canali comunicativi più accattivanti per farlo.
L’articolo 544
“Per i delitti preveduti dal capo primo e dall’articolo 530, il matrimonio, che l’autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali”.
Fuor di giuridichese
Con il matrimonio riparatore si estingueva la pena per la violenza sessuale se seguita dalle nozze tra il colpevole e la vittima (non di rado minorenne).
Un’assoluzione legalizzata degli stupratori.
Spesso erano i famigliari della donna a volere il matrimonio per ripristinare l’onore ormai perduto.
All’epoca, infatti, la violenza carnale era considerata oltraggio alla morale, non un reato contro la persona.
Non un reato contro la persona, mi preme sottolinearlo.
Una donna abusata non era una persona ma un mero oggetto colpevole di aver leso l’onore e il buon nome della sua famiglia.
“L’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce”.
Parole di svolta pronunciate da Francia Viola.
Il 26 dicembre 1965 Franca, all’epoca minorenne, venne rapita e stuprata ad Alcamo, in provincia di Trapani, da Filippo Melodia.
Mai prima d’ora una donna aveva avuto il coraggio di opporsi al matrimonio riparatore.
E così Filippo Melodia fu condannato a 11 anni di carcere, ridotti in appello a 10 anni più 2 di soggiorno obbligato nei pressi di Modena. Il tutto confermato in Cassazione nel 1969.
Nonostante molti abbiano tentato di screditare Franca ritenendola consenziente alla fuga d’amore (la “fuitina”), la vicenda diede origine ad un lungo dibattito sulla violenza di genere culminato nell’emanazione della legge 442 del 1981.
A sedici anni di distanza dal caso Franca Viola, il nostro legislatore decise di abrogare finalmente l’art. 544 del codice penale.
Dalla legge 442/1981 alla legge 66/1996
Nel 1981, dunque, vengono cancellati matrimonio riparatore e delitti d’onore (di questi ti parlerò la prossima settimana).
All’epoca la libertà sessuale non si configurava ancora come un diritto personale. Per questo, l’atto sessuale non consenziente non era considerato un’offesa alla vittima bensì alla onorabilità della famiglia e, dunque, continuava a rientrare nei reati contrari alla moralità pubblica.
Bisogna attendere altri quindici anni affinché la violenza sessuale venga tipizzata dal legislatore come delitto contro la persona.
Solo con la legge 66 del 15.02.1996 lo stupro da reato “contro la morale” diviene reato “contro la persona”.
Per la prima volta viene accantonata quella visione paternalistica che non consentiva di tutelare la donna come soggetto libero di autodeterminazione nella propria sfera sessuale.
Una donna violentata nella sua persona, non più un individuo da proteggere in considerazione dello status personale che la contraddistingueva all’interno del nucleo famigliare.
Non “furono” ma “sono state”
Per un ragazzo di 15 anni, un trentenne é già un vecchio. Figuriamoci una che di anni ne sta per per compiere 43, per loro odora di preistoria. Potrei essere sua madre, la sua “vecchia”.
“Sono nata nel 1981, concepita quando nel nostro Paese l’art. 544 c.p. era ancora in vigore. Dunque, alcuni miei coetanei sono figli di persone unite in matrimonio non per amore ma per porre rimedio a un danno contro l’onore e la reputazione di una famiglia”.
Questo è il racconto che feci anni fa ad alcuni miei studenti.
La reazione fu pura incredulità. Divenni improvvisamente giovane.
“Profe non può essere vero, queste cose esistevano mille anni fa, lei non è così vecchia”.
Ecco l’ignoranza che profuma di innocenza e inconsapevolezza. Ecco il gap da colmare.
Affinché i più giovani, oggi molto sensibili a queste tematiche, capiscano che certe cose “non furono” ma “sono state”. Fino a pochi anni fa.
I tempi verbali hanno un loro perché.
Ti abbraccio







