Lauree STEM: due dati significativi
Nel nostro Paese il tasso di occupazione sta crescendo a passo di lumaca, il 3% tra il 2015 e il 2025; al contrario le assunzioni di professionisti di informatica sono aumentate del 14,9%, quelle di ingegneri e ricercatori del 36,9% a dimostrazione della forte richiesta di competenze tecnico-scientifiche (dati raccolti da Assolombarda).
Tuttavia, secondo il Digital Decade report 2023 in Italia solo l’8,8% delle donne ha una laurea in materie STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).
Questo significa che le donne sono per lo più escluse da un ambito che offre ottime opportunità occupazionali e remunerative.
Le ragioni? É sempre una questione di disuguaglianza di genere. Retaggi culturali in base ai quali le donne sono più inclini alle materie umanistiche rispetto a quelle scientifiche. Scarsa fiducia del mondo femminile nelle proprie abilità in settori per lo più considerati di prevalente appannaggio maschile.
Insomma, a forza di sentirti dire che non sei capace finisci per crederci davvero. Profezia che si autoadempie.
Che fare?
Ripensare il mondo del lavoro, indubbiamente.
Ma il cambiamento deve partire dai banchi di scuola attraverso un orientamento scolastico più inclusivo e paritario. É necessario smantellare uno ad uno gli stereotipi di genere che influenzano, anche inconsapevolmente, le scelte e il futuro delle ragazze.
In che modo? A suon di storie che siano fonte di ispirazione per le giovani studentesse.
Bellissimo parlare di Marie Curie e Rita Levi Montalcini, ma le ragazze hanno bisogno di confrontarsi con modelli a loro più accessibili se si vuole favorire un processo di identificazione che le incoraggi ad avvicinarsi al mondo STEM. Illustrare le numerose occasioni di sviluppo personale, sociale e professionale offerte dalle lauree STEM dando loro volto e voce. Vediamo insieme qualche esempio.
Chiara Cocchiara, l’ingegnere aerospaziale che porta le stelle a scuola
Chiara é una promessa dell’ingegneria aerospaziale a livello mondiale nonché una dei venti professionisti under 35 che guideranno il settore spaziale secondo Space and Satellites Professional International, il più grande network internazionale di individui e aziende in tale ambito.
Chiara vive a Darmstadt, in Germania, dove lavora presso la sede dell’Agenzia Spaziale Europea ed è fermamente convinta che per ispirare le nuove generazioni si debbano proporre le discipline STEM in modo meno freddo e distaccato proprio tra i banchi di scuola. Per questo motivo ha creato il progetto iSpace School che avvicina gli studenti a queste materie attraverso il mondo dello spazio con un intento: trasmettere passione. Percorsi formativi online, incontri con esperti del settore e Hackathon spaziali, sfide tra gruppi di studenti che presentano i loro progetti spaziali per poi essere giudicati da una giuria di esperti.
Un ‘imparare facendo” che ha già entusiasmato centinaia di studenti e un modo innovativo per ridurre la distanza tra ragazze e mondo STEM.
100esperte.it
Il progetto é nato nel 2016 da un’idea dell’associazione Gi.U.Li.A. e l’Osservatorio di Pavia, con il sostegno di Fondazione Bracco e il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Si tratta di una banca dati online gratuita che giornalisti e organizzatori di festival possono consultare per ricercare illustri voci femminili alle quali dare la visibilità che meritano. All’origine le esperte erano 100 e tutte in materia STEM. Anno dopo anno sono stati ampliati i settori disciplinari ed ora si contano 361 profili, dall’Economia, alla Politica Internazionale, passando per Storia, Filosofia e Sport.
Come ben evidenzia il video di presentazione del sito, secondo i risultati nazionali del Global Media Monitoring Project 2020, a spiegare e interpretare il mondo sono quasi sempre gli uomini: in Europa le donne interpellate come esperte in tv sono il 24%, in Italia si attestano solo al 12%. La scarsa presenza del mondo femminile nei dibattiti dei media tradizionali costituisce un’enorme perdita di ricchezza e profondità. Un’occasione mancata per riconoscere il fondamentale apporto delle donne in svariati settori scientifici e per incentivare le giovani donne a seguire i passi delle esperte.
Da qui il motto ‘interpelliamole’: valorizziamo l’expertise femminile affinché i numeri delle professioniste crescano e diminuisca al contempo la disparità che connota il mondo del lavoro. Diamo anche un volto a questi numeri citando solo alcuni esempi.
Cristiana Bolchini, Ingegneria elettronica
Patrizia Azzi, Fisica
Ariela Benigni, Scienze Biologiche
Daniela Del Boca, Economia politica
Valeria Giannotta, Scienze Politiche
Francesca Poggi, Filosofia del diritto
Carola Mangiarotti, ex atleta campionessa di scherma
L’elenco sarebbe molto più lungo, ma è ancora troppo corto.
Interpelliamole.
Ti abbraccio








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Sappiamo mettere al mondo i figli e molto altro: purché ce lo lascino fare. Forza donne non mollare