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Lavoro e maternità: realtà inconciliabili? Leggi qui

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Ciao Personamamma, oggi vorrei raccontarti cosa ho imparato o affinato nel mio “nascere mamma”.

Per farlo ho pensato a una sorta di esercizio che mi piacerebbe condividere con te.

Prendi carta e penna e appuntati le principali “aree di intervento” del tuo essere mamma.

A me, semplificando, sono venute in mente queste; te le butto lì, in un meraviglioso ordine disordinato come sono tutti gli incontri con le mie amiche tra chiacchiere serie, risate e figli costantemente interruttivi.

1.Casa, spesa, sport e socialità dei figli

2.Scuola e compiti

3.Salute

4.Regole di comportamento

Ora prova a estrarre da questi quattro punti le abilità che pensi di aver acquisito o accresciuto grazie a queste esperienze. Per quel che mi riguarda:

1.Capacità di organizzazione e pianificazione, attitudini relazionali

2.Capacità di ascolto, creatività, senso pratico e problem solving

3.Capacità di gestione delle emergenze ed empatia

4.Leadership, doti comunicative, attitudine alla mediazione

Ora ti do una bella notizia: sono alcune tra le competenze più richieste a livello professionale.

Quello che sto cercando di dirti è che la maternità rappresenta una straordinaria occasione di crescita non solo personale ma anche sul piano lavorativo.

Credi sia una mia invenzione?

Mi piacerebbe ma ecco un piccolo consiglio per approfondire questa tematica.

Riccarda Zezza, mamma, manager, scrittrice. Ha ideato il metodo “Life based learning”, una piattaforma digitale che ha l’intento di favorire il passaggio dei talenti materni tra i diversi ambiti della nostra vita. Un percorso di formazione in soft skylls a conferma che nulla di ciò che affrontiamo nel nostro ruolo di madre vada perso o costituisca tempo sprecato.

Si tratta solo di rielaborarlo, adattarlo a contesti diversi e essere pronte a modificare il paradigma con il quale ci approcciamo alla realtà.

Facciamo un esempio forse banale. Decidi di andare in vacanza con la tua famiglia all’estero e, a tal fine, ti iscrivi a un corso di inglese. Comprensione e produzione orale migliorano e il tuo vocabolario è più ricco. Ti rifiuteresti mai di utilizzare queste competenze sul tuo luogo di lavoro sul presupposto che le hai acquisite per un motivo personale e non professionale?

Io credo proprio di no ma è ciò che ciascuna di noi fa quotidianamente continuando a tenere distinti casa, lavoro, ruolo di mamma e di professionista.

Certo il clima intorno a noi non promette un granché e tra la teoria e la pratica c’è ancora un enorme distanza da colmare.

Ma Riccarda ci spiega che ci vuole “transilienza” da parte nostra, il che significa rendere le nostre competenze spendibili su più fronti, perché no, anche quello lavorativo.  E soprattutto credere che sia possibile pur nel mare delle difficoltà in cui nuotiamo tutte.

Sono riuscita a convincerti? Se la risposta è no, dai un’occhiata a “Maam. La maternità è un master”, libro di cui Riccarda è coautrice. Una lettura illuminante, costruttiva e che regala alla  tua giornata quella dose di ottimismo e speranza che non guasta mai.

E per oggi fammi un regalo: appuntati a mo’ di lista della spesa tutto ciò che fai per la tua famiglia, poi accarezza le tue fragilità e sussurrati: “Brava, anche oggi hai fatto un ottimo lavoro”.

Ti abbraccio

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10 Commenti. Nuovo commento

  • Bello Fra!
    Grazie!
    Me ne sono accorta anche io fin da subito!
    Sono diventata super organizzata e rapidissima! Ormai leggo anche i menú dei ristoranti come fossi AI😂

    Secondo te come potremmo spendere queste nostre abilità acquisite sul lavoro?
    Bhé, forse per iniziare dovremmo avere l’ardizia di mettere proprio noi tutte queste capacità nel nostro prossimo colloquio di lavoro!
    Ti abbraccio e sono molto contenta che tu abbia creato questo blog e questa pagina!
    Prima di tutto dobbiamo dare noi sfogo alla nostra creatività ed intuizione, a me sull’ambiente di lavoro non e’ mai capitato di sentirmi libera di dare sfogo appieno ai miei slanci, come invece e’ più fattibile creando qualcosa di proprio. Ad maiora!😄

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    • Ciao Olly! Tu citi i colloqui di lavoro e hai centrato in pieno il punto.
      Antonia Cosenz, legale di Banco BPM che ha partecipato recentemente a un evento organizzato dal Sole 24 ore “Woman at the top”, ha dichiarato: “ai colloqui le donne accettano, gli uomini contrattano”.
      Noi fatichiamo a chiedere o perché non crediamo nelle nostre potenzialità o perché veniamo schiacciate da una serie di domande (una a caso “ha dei figli?”) che agli uomini nessuno si sognerebbe mai di fare.
      Creare, osare, condividere, discutere sono gli unici strumenti che abbiamo per invertire il paradigma.
      Grazie per la tua sensibilità. ❤️

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  • Spunti diriflessione e consigli davvero interessanti.NON SOLO MODA ED ESTETICA finalmente!!!

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  • Finalmente uno spazio in cui poter discutere di questi aspetti che, e’ inutile negarlo, riguardano tutte le mamme indistintamente!
    Io ad esempio per una scelta personale ho deciso di lasciare il mio lavoro d’ufficio di prima, per seguire al meglio i miei due figli piccoli e ora sto provando a impostare qualcosa di mio.. mai come ora mi rendo conto di quanto mi siano utili proprio quelle “competenze” di organizzazione, gestione delle emergenze, problem solving e resilienza (e’ il caso di dirlo) che ho sviluppato e crescono con me mentre accudisco i miei piccolini. Come diceva Olly anche a me viene più naturale pensare di utilizzare queste capacità in un ambito lavorativo privato, ma probabilmente la difficoltà di saperle sfruttare e tirare fuori anche in contesti lavorativi da dipendente (che sia in colloqui, in riunioni e in ufficio tutti i giorni), sta proprio a volte nella mancanza di una buona dose di autostima e consapevolezza del proprio valore. Ti abbraccio anche io e spero di leggere presto un altro tuo articolo!

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  • Mariangela Ferla
    27 Gennaio 2024 16:34

    Condivido in pieno, parole attualissime!

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  • Molto interessante e utile!
    Grazie Franci.
    E’ importante condividere questi temi, per sentirsi meno sole e far cambiare le cose in meglio.

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