Lavoro e Diritti

Parità di genere ed educazione finanziaria Parte seconda

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Che la parità di genere debba rappresentare  una priorità assoluta per il nostro Paese ce lo conferma anche il Pnrr che dedica ampio spazio alla questione unitamente a quella del Mezzogiorno e dei Giovani.

Purtroppo, nonostante manifesti e proclamazioni di principio trovino tutti d’accordo, quando si tratta di agire concretamente per ridurre le diseguaglianze di genere, il gap tra teoria e pratica si evidenzia in tutta la sua crudele evidenza. Qualche numerino.

Accesso al credito

Il confronto tra imprenditorialità femminile e maschile evidenzia una sostanziale differenza per quel che concerne le fonti di finanziamento.
Mentre gli uomini, infatti, ricorrono di frequente al credito bancario, le donne spesso sono costrette ad avvalersi del proprio capitale o di quello familiare poiché incontrano numerose difficoltà nell’accedere ai finanziamenti.

Innanzitutto, gli istituti di credito nutrono nei confronti dell’imprenditoria femminile alcuni pregiudizi che si ricollegano al ruolo della donna nella famiglia. Senza troppi giri di parole: le donne sono le principali caregiver di bambini e anziani, pertanto finanziarle viene percepito come rischioso e sconveniente.
C’è poi una seconda questione connessa alla tipologia delle attività a conduzione femminile. Più della metà di tali imprese operano in settori poco interessanti per gli investitori a fronte della loro esigua produttività (centri estetici, negozi di parrucchiere, solo per citare due esempi).
Ne derivano numerose barriere d’ingresso e condizioni contrattuali stringenti che spesso fungono da disincentivo alle richieste di finanziamento.

Per fare impresa servono idee, competenze ma anche soldi ed è chiaro che il diverso trattamento riservato alle donne rispetto agli uomini in relazione al credito bancario si traduca in un potente freno inibitore allo sviluppo di progetti di imprenditoria declinati al femminile.

Per un’analisi più dettagliata e ricca di riferimenti numerici, si veda “Investing in women: what women-led businesses in Italy and the UK need”

https://robertarabellotti.it/wp-content/uploads/2020/01/Investing_In_Women_DEF.pdf

 

Inclusione finanziaria

Il 25 novembre ricorrerà la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne; ne parleremo la prossima settimana ma qui mi preme ricordare che si tratta di una battaglia da combattere su più fronti, anche intervenendo sulle diseguaglianze di genere nel sistema economico.

Nella prima parte del blog é emerso che privare una donna della possibilità di essere economicamente indipendente é una forma di violenza se non si tratta di una scelta volontaria.

L’indipendenza economica, tuttavia, non si acquisisce solo attraverso una più attiva partecipazione femminile al mercato del lavoro ma anche offrendo pari opportunità di accedere ai servizi bancari per concretizzare i propri progetti professionali. In quest’ottica diviene cruciale il concetto di inclusione finanziaria.
Non a caso il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’ABI hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa con l’intento di contrastare la violenza economica. Per le vittime di violenza di genere, fino a novembre 2025, é prevista la sospensione del pagamento della quota capitale dei mutui ipotecari e dei prestiti per un massimo di 18 mesi nonché una dilatazione del relativo piano di ammortamento.
Da citare anche il Protocollo d’intesa “Microcredito di Libertà” sottoscritto dalla Ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia, l’ABI, Federcasse, l’Ente Nazionale per il Microcredito (ENM) e la Caritas Italiana che intende incentivare la concessione di microcrediti sociale e d’impresa a favore delle vittime di violenza di genere.

Sono solo alcuni esempi della direzione che andrebbe seguita anche nelle ipotesi in cui, fortunatamente, non ci sia stata violenza alcuna.
Occorrono tanto impegno e determinazione per sensibilizzare l’opinione pubblica, in particolare le nuove generazioni, sulla centralità della questione economica al fine del superamento dei pregiudizi e degli stereotipi di genere. Promuovere le pari opportunità, dunque, significa garantire un ambiente di lavoro inclusivo e valorizzare l’empowerment femminile fornendo alle donne gli strumenti per poter entrare e competere nel mercato del lavoro.
Mi piace concludere questo blog citando Angel 4 Women che, come puoi leggere quihttps://angels4women.com/

“é una associazione composta da business angel donne che ha come mission quella di investire in start-up fondate da donne o che si rivolgono prevalentemente al mercato femminile”.

É mera utopia sperare che in un futuro non troppo lontano non saranno solo le donne (e qualche uomo illuminato) a credere nelle donne?

Ti abbraccio.

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