Chi era Andrea
Nel novembre del 2012, Andrea Spezzacatena, un ragazzo di appena quindici anni, si toglie la vita impiccandosi con una sciarpa all’interno della sua casa.
Andrea è l’ennesima vittima di bullismo che ha deciso di porre fine alla sua breve esistenza con un gesto estremo.
Chi è Teresa Manes
Teresa é la madre di Andrea, una donna che ha provato il dolore più atroce che una madre possa sperimentare e che ha avuto la forza di raccontare questa tragedia. Il suo libro non è solo la testimonianza di una drammatica esperienza personale, è una presa di posizione nonché un invito ad unirsi per combattere la piaga sociale del bullismo.
Una lettura che, come madre, ho faticato a sostenere.
Le parole tagliano il cuore.
Le immagini strazianti immortalano un dolore indicibile che, tuttavia, non si è chiuso in se stesso diventando un monito per ciascuno di noi. Un atto di estrema generosità.
“Andrea è uno dei capitoli della mia vita, il più bello, quello la cui fine non vorrei mai leggere, ma è finito”.
Pensare a un figlio come a un capitolo concluso, a mio parere, é un qualcosa di inenarrabile. Eppure Teresa riesce a farlo, descrive la vicenda di suo figlio invitandoci a non cadere nella trappola dei pregiudizi. Ciò che, unitamente all’indifferenza, alimenta il bullismo.
Nel caso di Andrea é un semplice colore, il rosa di un pantalone scolorito, ad essergli valso lo scherno dei suoi carnefici.
Utilizzo volontariamente la parola “carnefici” che ben si presta a sottolineare la dimensione violenta del bullismo nelle sue molteplici sfaccettature.
Deridere, tormentare, massacrare verbalmente una persona é violenza. Minimizzare le forme di violenza psicologica e verbale significa mostrare indifferenza.
Un invito agli educatori, ma non solo
L’autrice si rivolge a genitori ed educatori affinché si impegnino per instaurare un rapporto autentico e un dialogo profondo con i ragazzi.
Ma l’invito ad unirsi nella lotta al bullismo deve essere esteso anche ai ragazzi, specialmente a coloro che sanno e fingono di non sapere.
Combattere il bullismo significa coinvolgere gli spettatori passivi che alimentano l’ombra e il silenzio dei quali si nutrono i bulli proprio grazie all’apatia e all’indifferenza della moltitudine.
“Andrea oltre il pantalone rosa” é il commovente messaggio che una madre coraggiosa ha voluto rivolgere al mondo affinché nessuno sottovaluti qualsiasi forma di violenza e prevaricazione.
Ecco perché è fondamentale educare al rispetto delle reciproche diversità ed è un compito dal quale nessuno può sottrarsi, una sorta di dovere collettivo dal cui adempimento dipende la possibilità di costruire una società più inclusiva ed equa.
Ferisce, dunque, sapere che il film “Il ragazzo dai pantaloni rosa” di Margherita Ferri abbia suscitato qualche mese fa commenti di scherno in occasione della sua presentazione tra studenti di una scuola secondaria di secondo grado (ne parlo qui
https://www.personamamma.it/si-puo-morire-due-volte/
ed è ancor più grave che la proiezione della pellicola sia stata annullata da un preside di un istituto superiore su esplicita richiesta di molti genitori.
Tale padre…..
Il mondo adulto ha un enorme potere e responsabilità.
Ti abbraccio







